6) Vico. Del ricorso delle cose umane nel risurgere che fanno le
nazioni.
Il titolo stesso del quinto libro dei Principi di una scienza
nuova, qui riportato, introduce alla dottrina dei "corsi e
ricorsi". Con il Medioevo si ha un ricorso delle cose umane,
perch in esso sono di nuovo presenti molti aspetti tipici
dell'et degli dei e degli eroi.
G. Vico, Princpi di una scienza nuova d'intorno ad una comune
natura delle nazioni (pagina 318).

Imperciocch, avendo [l'ottimo Iddio] per vie sovrumane schiarita
e ferma la verit della cristiana religione con la virt de'
martiri incontro la potenza romana e con la dottrina de' Padri e
co' miracoli incontro la vana sapienza greca, avendo poi a surgere
nazioni armate, ch'avevano da combattere da ogni parte la vera
divinit del suo Autore, permise nascere nuovo ordine d'umanit
tralle nazioni, acciocch secondo il natural corso delle medesime
cose umane ella fermamente fussesi stabilita [_].
Cos i primi re cristiani fondarono religioni armate, con le quali
ristabilirono ne' loro reami la cristiana catolica religione
incontro ad ariani (de' quali san Girolamo dice essere stato il
mondo cristiano quasi tutto bruttato), contro saraceni ed altro
gran numero d'infedeli.
Quivi ritornarono con verit quelle che si dicevano  pura et pia
bella  da' popoli eroici, onde ora tutte le cristiane potenze con
le loro corone sostengono sopra un orbe innalberata la croce, la
qual avevano spiegata innanzi nelle bandiere, quando facevano le
guerre che si dicevano crociate.
Ed  maraviglioso il ricorso di tali cose umane civili de' tempi
barbari ritornati [_].
E, perch le guerre de' tempi barbari ultimi furono, come quelle
de' primi, tutte di religione, quali test abbiam veduto,
ritornarono le schiavit eroiche, che durarono molto tempo tra
esse nazioni cristiane medesime: perch, costumandosi in que'
tempi i duelli, i vincitori credevano che i vinti non avessero Dio
(come sopra, ove ragionammo de' quelli, si  detto), e s gli
tenevano niente meno che bestie. Il qual senso di nazioni si
conserva tuttavia tra' cristiani e turchi. La qual voce vuol dire
cani (onde i cristiani, ove vogliono o debbon trattare co'
turchi con civilt, gli chiamano musulmani, che significa veri
credenti), e i turchi, al contrario, i cristiani chiamano
porci, e quindi nelle guerre entrambi praticano le schiavit
eroiche, quantunque con maggior mansuetudine, i cristiani.
Ma sopra tutto maraviglioso  'l ricorso che 'n questa parte
fecero le cose umane, che 'n tali tempi divini ricominciarono i
primi asili del mondo antico, dentro i quali udimmo da Livio
essersi fondate tutte le prime citt. Perch _ scorrendo
dappertutto le violenze, le rapine, l'uccisioni, per la somma
ferocia e fierezza di que' secoli barbarissimi; n (come si 
detto nelle Degnit) essendovi altro mezzo efficace di ritener in
freno gli uomini, prosciolti da tutte le leggi umane, che le
divine, dettate dalla religione _ naturalmente, per timore d'esser
oppressi e spenti gli uomini, come in tanta barbarie pi mansueti,
essi si portavano da' vescovi e dagli abati di que' secoli
violenti, e ponevano s, le loro famiglie e i loro patrimoni sotto
la protezione di quelli, e da quelli vi erano ricevuti; le quali
suggezioni e protezione sono i principali costitutivi de' feudi
[_].
A questi succedettero certi tempi eroici, per una certa
distinzione ritornata di nature quasi diverse, eroica ed umana; da
che esce la cagione di quell'effetto, di che si maraviglia
Ottomano, ch'i vassalli rustici in lingua feudale si dicon 
homines .
G. Vico, La scienza nuova ed altri scritti, UTET, Torino, 1976,
pagine 713-714 e 716-717.
